dis(d)egni e scritti
Non ti amo. La prima cosa che ricordo è quell uomo , all ‘inizio non capivo . Aveva un rapporto urogenitale col suo cane , un pastore tedesco , dal cane si faceva mangiare il pene e la vecchia , la vecchia era stesa accanto al cane con la gonna alzata a mutande scostate : l’ uomo la toccava . Naturalmente eravamo in una sala d’aspetto d’ un ospedale , la gente non c’ era o se c’ era , era e basta , non me ne ricordo , se non come presenze intermittenti , e cambiava come cambiano gli stati d’ animo , io mi limitavo a guardare i tre figuranti , erano incontro luce rispetto al sole che abbagliava bianco dalla grande finestra illuminava me ma finito lo spettacolo mi rimase dentro quel senso : di incompetenza , di scoramento come del dopo orgasmo : la gente sapeva tutto e a me veniva da piangere , ma in fin dei conti ero un semplice spettatore .I miei genitori e mia sorella mi vennero in contro per consolarmi.Tutti applaudivano tristi.In effetti non avevo nulla da temere . La vecchia era una mia amica , si chiamava Maria , gonfia di psicofarmaci , aveva i baffi ..questo mi colpì molto ..se ripenso a lei la rivedo con un cappotto triste in una comitiva di spagnoli in erasmus ..in disparte che canta cori di Natale per darsi coraggio.Io arrivo e l’ accarezzo.Lei non l ‘ho più vista da quel ricordo . Quando entrai dal dottore aveva il petto villoso che gli usciva dal camice , forse i baffi ..o se c’è gli aveva non me ne ricordo , gli zoccoli bianchi da ospedale quelli coi buchi .Mi oscultava.I mobili cambiavano forme , Van Doesburg di formica ospedalizia , ovunque sporcizia come solo un ospedale può essere sporco , odore di alcool denaturato , seme umano , e corruzione. Quando uscii baciavo la mia donna , eravamo quarantenni , dalla radio joey ramone .il sole era alto ed eravamo felici . ma presto finì. finì così: Tornai verso casa da solo appena diciottenne piangevo, lei non so che fine fece .Non l ‘ho mai saputo .All epoca vivevo al parco sotto un lampione ;mi coricai . Tornai più volte in seguito all ospedale . Una volta ci arrivai in ambulanza .Non mi ricordavo il mio nome ; avevo mangiato dell’ hashish , troppo.Mi trovarono a San Lorenzo per terra sul marciapiede che colavo bava . Il medico mi diede un bicchiere di Valium . Mi trattarono come un drogato ma mi lasciarono addormentare sulla sedia a rotelle in corridoio.Quando mi svegliai il vecchio che era prima di me ad aspettare il suo turno era morto , i parenti litigavano con gli infermieri , io controllai che le gambe mi funzionassero e andai a pisciare.Fu come se la tazza del cesso mi sorridesse: non ero pazzo né niente ero guarito e ne ero felice. Uscii dall ospedale e mi nascosi trai fiori d’ una targa commemorativa :evitavo le domande dei carabinieri chiamati dai medici ; loro andarono, io presi il primo pulmann verso la casilina.Finalmente tornavo a Bari ..nuotai nel fango col mio amico , una vecchia ci fissava .non era entusiasmante. La vecchia era una mia amica , si chiamava maria , gonfia di psicofarmaci , aveva i baffi ..questo mi colpì molto …se ripenso a lei la rivedo con un capotto triste in una comitiva di spagnoli in erasmus ..in disparte che canta cori di natale per darsi coraggio . non l ho più rivista da quel ricordo.
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